Terza età e udito: situazione da non sottovalutare

terza-etàL’abbassamento delle capacità uditive è un problema che spesso viene sottovalutato e non trattato con i controlli e le cure del caso.

A partire dai cinquanta anni si puo’ osservare una perdita piu’ o meno consistente dell’udito a causa del processo naturale di invecchiamento dell’organo dell’udito. Accorgersi di questo problema non è spesso facile, all’inizio si ha difficoltà a percepire correttamente tutte le parole nel corso di una conversazione od alla tv, pian piano la difficoltà tende a diventare maggiore.

Le ripercussioni sono gravi, tanto da rischiare compromissioni a livello del funzionamento del cervello.

Uno studio della Johns Hopkins University e del National Institute on Aging ha evidenziato che l’atrofia cerebrale è una conseguenza della perdità delle capacità uditive. Le aree deputate all’elaborazione del suono subirebbero una riduzione molto consistente stimata in un valore che può raggiungere il mezzo centimetro cubo di tessuto nervoso all’anno.

Questo accade perchè tali aree non costantemente stimolate tendono ad atrofizzarsi come si trattasse di un muscolo tenuto fermo per troppo tempo. Il fenomeno si ripercuote inoltre su numerose altre zone del cervello dal momento che le diverse aree non lavorano mai a compartimenti stagni, ma sono strettamente correlate le une con le altre.

I problemi di udito non sono da sottovalutare.

L’ideale è iniziare a pensare a esaminare la funzione uditiva attraverso una visita da uno specialista e un esame audiometrico che valuti la capacità uditiva delle persona e predisporre le dovute contromisure per arginare la perdita nel più breve tempo possibile.

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