Rieducazione all’Ascolto: Preparazione al parto

Gia’ dal quarto mese della sua vita intrauterina, il feto è in grado di ascoltare la voce della mamma, attraverso le vibrazioni della colonna vertebrale e del bacino. Queste vibrazioni, navigando nel liquido amniotico, raggiungono l’orecchio: mediante la sua voce, la madre trasmette al bambino le proprie emozioni.

La rieducazione all’ascolto con questo suggestivo metodo aiuta la madre ad arricchire la propria voce di frequenze acute, che hanno la capacità di ricaricare energeticamente la corteccia cerebrale della madre, la quale inizia a prestare piu’ attenzione verso le vibrazioni interne e verso il suo bambino.

Con questa armonia indotta, il feto è immerso nel suono, cresce accompagnato dalle vibrazioni di cui la madre lo circonda, dalla sua voce, dal ritmo del respiro, dal battito cardiaco e dalle sue emozioni.

La rieducazione all’ascolto in gravidanza, rinforza la relazione e la comunicazione madre-bambino, in quanto cuore-acquamigliora:

  • la qualità del sonno: il sonno migliora, la futura mamma si veglia piu’ riposata;
  • la postura fisiologica: i muscoli della schiena, del collo e delle gambe si rilassano, di conseguenza la colonna vertebrale si libera e si raddrizza, alleviando il mal di schiena.
  • l’umore: La futura madre sente piu’ energia, piu’ dinamismo, si sente “in forma” ed il suo umore migliora. L’ascolto calma l’angoscia della gravidanza e la paura del parto.
  • la relazione madre-bambino: il bambino in utero è dinamico e comunica molto di piu’ con la sua mamma.

La mamma, piu’ distesa e rilassata, diventa piu’ sensibile alla percezione del suo bambino e questo favorirà la comunicazione anche dopo la nascita.

Puo’ succedere che la madre non viva con serenità “l’attesa” per fattori sia psicologici che esterni. Questo stato viene inevitabilmente trasmesso anche al bimbo. La preparazione sonora alla nascita, ha l’effetto di alleviare “l’attesa”, in un’armonica evoluzione dalla gravidanza al parto. L’ascolto dona alla madre quell’energia in piu’ che le permette di avere piu’ forza per portare a termine la gravidanza e per partorire e per vivere con gioia la fase di post-partum.

gravidanza-incinta

La musica filtrata ascoltata dalla mamma in attesa “coccola” il feto con una continua e piacevole stimolazione.

La sua voce si arricchisce di alte frequenze che migliorano l’attenzione e la voglia di comunicare sia verso il proprio bambino, che verso l’ambiente che lo circonda, aumenta la creatività ed il linguaggio stesso diventa piu’ fluido e ricco. La serenità della mamma si trasmette gia’ in utero ed in seguito il bambino svilupperà la voglia di vivere, di crescere e di esplorare l’ambiente. Il programma consiste in sedute settimanali di ASCOLTO, ogni seduta dura un’ora. Si puo’ iniziare dalla fine del quinto mese e distribuire le sedute in modo da arrivare con serenità al momento del parto.

E’ stato condotto uno studio interessante nell’ospedale della città di Vesoul nel nord-est della Francia diretto dal Prof. Klopfestein su un campione di 170 future mamme, alcune al loro primo parto ed altre che erano gia’ alla quinta gravidanza. I risultati furono molto interessanti soprattutto per quanto riguarda il tempo del travaglio, che diminui’ in maniera netta: un’ora e mezza in media in meno rispetto alle quattro ore medie delle donne senza preparazione. Un’altro dato significativo fu la diminuzione dei cesarei presso le primipare.Il dr. Klopfenstein descrisse un reale “fenomeno di risveglio corticale” dei neonati di madri che avevano fatto gli ascolti.

I “bimbi Tomatis” sono più calmi, il loro peso alla nascita è maggiore (attribuibile ad un’età gestazionale più avanzata). Infine, la comparazione degli APGAR mette in evidenza che recuperano più velocemente e meglio rispetto agli altri bebé.
Citando ancora il dr. Klopfenstein: “le donne sono meno tese, il parto avviene nelle migliori condizioni e la relazione madre-figlio è buona.

“Le donne che hanno fatto gli ascolti hanno un elemento in comune: un incredibile interesse che manifestano per il loro figlio. Subito dopo la nascita, desiderano tenerlo in braccio, toccarlo, parlargli … questo genere di comportamento, lo si osserva essere in diminuzione nelle maternità in relazione alla medicalizzazione del parto tipica dei giorni nostri.”

Recent Posts